Sono ciglia

Mi specchio 
Sonnecchio
Sono occhi e naso e capelli
Sono ritratti
Rigiro gli anelli
Attraverso gli spazi temporali
Sono animali
D’erba i fili
Vecchi vinili
Di sottofondo
Vorrei apparecchiare un tavolo rotondo
Con bicchieri di cristallo
Invitarti ad un ballo
Sopra la pozzanghera gelata
A fine giornata
Alla luce della luna
Di disgrazie digiuna
Con gli occhi
Colmi di aghi di pino
Sono ciglia
Di bambino

Vita

Ho raccolto 
L’eleganza del tuo volto
Nell’aria fredda del mattino
Il mio cuore, un mulino
A vento
Un’ antica collana d’argento
Rigiro tra le mani
Cosa significa essere umani?
Ti ho aspettato alla finestra
Immaginando un’orchestra
Sinfonia che scorre nelle dita
Ti tocco
Vita

Nella farmacia dei sani


Fette di pane
Fontane ghiacciate e rane
Attesa che si colora d’azzurro
Cuore denso come il burro
Un cesto di uova dietro la porta
L’immagine del mondo capovolta
Sottobicchieri quelli di ieri
Luci da balera
Una confessione vera
Nella farmacia dei sani
Ti guardo le mani
Asparagi appesi
Arresi
Al tempo che si dilata
Io un vestito di seta intrecciata
All’altezza dello sterno
-Mi ami ?
Lo farò, in eterno

Sbocciato al chiarore

Lasciamo qui 
Tra un petalo che protegge
La luna che sorregge
Tutti i pensieri
Son in gran parte desideri
Di ieri
Una tazza fumante
Il dito puntato su un atlante
La croce sulla collina
Cristallina
Imbevuta di sole
Le capriole
Il miracolo del divenire
L’ignoto e il suo appassire
La forza della resistenza
Una lenza
La pazienza
Il bocciolo di un fiore
E il tuo cuore
Sbocciato al chiarore
Profumato
Insanguinato
Mentre batte sul creato

Un cuore che spira

Ombelico 
I semi di un fico
Le tue labbra dolci come il miele
Due strade parallele
Lo zucchero filato
Un grillo ubriaco
La brina in un prato
Il mio senso del destino
L’uva nel tino
La ruota della bicicletta che gira
Un cuore che spira
In tasca non hai neanche una lira
Il colore del tuo orizzonte
La veduta da un ponte
Le metamorfosi di un camaleonte
Siamo lanterne nel cielo
Andiamo
Fuori c’è il gelo
In qualsiasi direzione?
Si, senza una ragione

L’ albore

Aspetta 
In silenzio
Piangi sulla mia fossetta
Ripensi al cuore che hai inciso con la
lametta
Ti svuoti di cose
Ti riempi di pose
Di cose gustose
Generose
Succose
A volte silenziose
Aspettami piano
In quella casa fronte mare
Fatta di tavole
Per non affondare
Sono celeste
Guardo un gabbiano zuppo di tempeste
E stringo forte la mano
Custodisco il tuo talismano
Con un ago ti ricamo i lembi del cuore
Aspetta
La prima luce
L’albore