Mercato antiquato


Puoi trovarci
Un mappamondo che non gira
La caffettiera che ti ispira
Di sicuro un piatto sbeccato
Una scodella
Qualcosa che non frigge più in padella
Vestiti
Cornici
Cucchiaini
Peluche impolverati per bambini
La Vergine Maria c’è sempre di più
Spesso manca Gesù
Resterai un po’ incredulo è un po’ senza fiato
In un mercatino dell’antiquariato

Un bulbo di paradiso

La guardava con occhio sgraziato 
In un modo meravigliato
Da pirata o sopravvissuto
Amandola di un canto muto
Lei gli sorrise da cavaliere errante
Depose ali di farfalla migrante
La trattenne nelle sue mani
Guercio di vita
E amori profani
Vedeva il mondo attraverso i suoi occhi
Il campanile suonò tre rintocchi
Nessuno seppe se fosse Dio
Lui la chiamava
L’amore mio
Morì di colpo senza preavviso
Gli regalò un bulbo
Di paradiso

Dalla finestra




Da bambina
Si sarebbe potuta distendere sotto un pino
Con un filo di erba avrebbe spinto i grilli dentro il loro buchino
Avrebbe immaginato i loro percorsi
E i suoi rimorsi
Avrebbe guardato il cielo con una foglia arrotolata
E, forse, si sarebbe innamorata.
E mentre, pensava a tutte queste cose, fiorivano, sul balcone, le rose.


Pelle

Prendiamo il rosso 
Il bianco
Mescoliamo
Pensiamo alla pelle
E a quella che ricopre le stelle.
Ha una sua memoria
Una sua storia
Non porta con sé nessun ragionamento
Si fa scuotere dal vento
Non porta con sé nessuna colpa
Scelta alcuna
E poi quando diventa bianca si specchia sulla luna

Primo appuntamento

Piccolo scorcio di mondo 
A finestre aperte
Rotondo
Tu cavaliere
Io spettro e candeliere
A profumar di tulipani
Di melograno a grani
Il vuoto che colmi ogni secondo
La tua visione del mondo
Fatta di gesti pagani
Di sangue raccolto con le mani
Di vento e ombrelli aperti
Di concerti
Di voglia di vivere
E di ridere
Sulla tua gonna
Mentre i capelli
Ti volano nel vento
E tu già mi ami al nostro primo appuntamento