Non è peccato

Sono cristalli 
Luccichii d’acqua ghiacciata
Che il vento accarezza
Nella brezza del mattino
In questo inverno
Eterno nella sua bellezza
Disarmante di leggerezza
Che pervade
E invade
Lasciando perdere le tracce sulla neve
Il tuo sospiro lieve
Il mio tremare
Ti posso adorare?
Hai la pelle che sembra un alveare ghiacciato
Amami
Non è peccato

Entrambi lo sapevamo

Vorrei essere lucertola appesa 
Ragazza in attesa
Occhi di bimbo che scarta una sorpresa
O bianca nuvola di latte
Una tazza di caffelatte
Un dito sporco di inchiostro
Capire il rituale del paternostro
E chiudere gli occhi per scoprire il mondo
Colmare il freddo di un vagabondo
Nel miracolo dell’accadere
Le nostre anime intere
È così forte il richiamo
Io mi arrampico
E tu mi tendi la mano
In questo tempo strano
Entrambi lo sapevamo

Di nuovo bambino

Tra gli spazi 
In cieli sazi
Si muovono le mie dita
Indosso binocoli per trovare un nido eremita
Ti guardo con il becco
Mi pettino con un insetto stecco
Indosso le ali
Son figlia del vento
Tu di fondi abissali
Ti guardo dal ramo
Ti chiamo
Sei rosso rubino
Sei dolce destino
Inizio a volare
E poi giù in fondo al mare
E lì sei corallo
Oppure cavallo
Di nuovo bambino
Sei sangue che scorre
Incanto e destino

Il tuo sorriso mi scompiglia

In attesa sul viale 
Di foglie un mare
Rosse come le tue labbra carnose
Delicate come petali di rose
Intente a sorreggere parole
Mentre aspetti l’autobus al mattino
Osservi il tuo destino
Liberi i tuoi capelli
E i tuoi pensieri
Appesi come pipistrelli
Iniziano a volare
Sei mistero da accarezzare
Ti bacio sulla guancia
E mi ricordo quando ti muovevi nella pancia
Mi guardi e il tuo odore si impiglia
Il tuo sorriso mi scompiglia
In questo autunno inoltrato
Figlia

Ai piedi del cielo

Scoppia il cielo sopra i rami 
Tu mi ami?
Indosso vecchi abiti matrimoniali
Le foglie son stivali
E orecchini
Nelle orecchie sogni di bambini
Se mi dai lo zucchero a velo
Io lo mescolo al cielo
Poi ci aggiungo un camaleonte
E i tuoi pensieri sopra ad un ponte
Se ci metto più sapore
Oltre ad un coleottero
Mi ci vuole la pelle del cuore
Poi basta solo il dito di un morto
Che vedo risorto
Per darmi conforto
Ai piedi del cielo
Mentre pian piano mi scongelo