Per abitudine

La rosa guarda il cielo.
Non per nostalgia,
ma per abitudine alle cose troppo grandi.

Intanto registra ciò che accade:
una formica che cambia idea tre volte,
un filo d’erba che non sa stare dritto,
un rumore lontano che non la riguarda,
un petalo stanco che decide di lasciarsi andare,
un raggio di sole che arriva senza preavviso,
un granello di polvere che si crede eterno,
due passi umani che non sanno dove mettere il peso.

Noi, che siamo fragili
e ci ostiniamo a chiamarlo destino,
la guardiamo come si guarda
chi non ha bisogno di essere guardato.

La rosa non risponde.
Non consola.
Non spiega.

Si limita a stare,
con la sua piccola certezza vegetale:
che tutto passa,
che tutto resta un momento,
che il cielo è lontano
ma non abbastanza da impedirle di guardarlo.

E forse è questo che voleva dirci:
che la bellezza non salva,
però accompagna.

E che noi, mortali,
siamo solo un’altra voce
nell’elenco delle cose
che il mondo lascia andare
senza smettere di amare.

Silvia Rosa

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Autore: silviettadeglispiririti

Amo le immagini, mi piace accostarle ai versi e creare delle verbografie❤️

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