
Il cielo non ha fretta,
tiene il fiato come chi teme di disturbare un pensiero in formazione.
Le nuvole, invece, si esercitano nell’arte dell’improbabile: si allungano in schiene di animali mai nati, si incurvano in code che non hanno padrone, si aprono in occhi che non cercano nulla se non il passare.
Sono sogni che hanno preso corpo solo per un istante, giusto il tempo di ricordarci che anche ciò che non esiste può lasciare un’orma.
E il cielo li lascia fare, li osserva con la pazienza di chi sa che ogni metamorfosi è una forma di gentilezza.
Forse aspetta noi, o forse aspetta solo che il mondo si accorga di quanto sia lieve tutto ciò che sembra immenso.
Silvia Rosa