
La laguna
ha imparato a brillare in silenzio.
Non chiede attenzione,
eppure ogni suo riflesso
sembra ricordare
che la calma non è assenza,
ma un modo diverso di restare.
Un cigno la attraversa
con la grazia di chi non deve dimostrare nulla.
Il suo bianco non promette salvezze,
ma apre un varco:
un chiarore minimo,
sufficiente a far respirare il pensiero.
E io,
che forse non sono né piuma né fondale,
mi fermo a guardare.
La malinconia resta,
ma diventa trasparente
quando un cigno passa
e l’acqua, per un attimo,
sembra ricordarsi
come si fa a brillare.
Silvia Rosa