
Non so chi sia, lassù,
questa donna appesa all’aria,
che attraversa le nuvole
come fossero domande senza risposta.
Forse è una di quelle
che non cercano il cielo,
ma lo interrogano.
Le sue ali, sì, ali,
ma non da creatura celeste:
ali d’angelo stanco,
che ha imparato a volare
solo quando ha smesso di crederci.
L’aria la sostiene
con la pazienza delle cose invisibili,
quelle che non chiedono nulla
eppure reggono tutto.
E lei scivola,
una parentesi scura
nel bianco del giorno,
una possibilità che non fa rumore.
Se cade, non lo sapremo.
Se arriva, nemmeno.
Così fanno gli angeli al femminile:
passano,
e il mondo si accorge di loro
solo quando non ci sono più.
Silvia Rosa