
Il fiore bianco accoglie la luce come un dono inatteso, la trattiene con una gratitudine silenziosa, quasi timida. Attorno a lui si muove un mondo minuscolo che sembra fragile e prezioso: una formica che esita, un granello di polvere che si accende per un istante, un soffio che sfiora e poi scompare.
Io lo guardo e sento qualcosa muoversi dentro, come se la sua semplice esistenza sapesse toccare una parte di me che avevo lasciato in disparte. Lui non ricambia lo sguardo, ma non importa: il suo compito è fiorire, il mio è sentire.
E quando per un attimo smetto di correre dietro ai significati, ci incontriamo in quel punto segreto dove la vita si fa lieve, e basta un niente per ricordarmi che sono viva.
Silvia Rosa