
Leggero
In alto nel cielo
Appari
Scompari
Ti sfioro
Ti adoro
Ti metto sulla bilancia
Mi tocco la pancia
Non pesi
Sei aria pulita
Le dita
Per contare la vita

Leggero
In alto nel cielo
Appari
Scompari
Ti sfioro
Ti adoro
Ti metto sulla bilancia
Mi tocco la pancia
Non pesi
Sei aria pulita
Le dita
Per contare la vita

Se avessi cento lire
Ti potrei dire
Di un tempo di abbracci e pelle
Con il naso all’insù a guardare le stelle
Ti racconterei di bambini che si scambiano i cucchiaini
Ti prenderei la mano
Piano
E ti toccherei il viso
Commuovendomi sul tuo sorriso
Attaccherei la cornetta
Seguirei la via stretta
Tirerei indietro la lancetta
Ti offrirei un caffè bollente
E guardando la gente
Mi strapperei una piuma
Per portarti fortuna
Se avessi cento lire
Ringrazierei
Il mondo che vorrei
Buon anno a tutti

Piccole cose alla rinfusa
Le pagine di un libro da colorare
Una biglia con dentro il mare
Un po’ di vento
Un sacramento
Un remo per mescolare la pasta
Quanto basta
Un raggio di bicicletta
Una via stretta
Una serranda chiusa appena
Profumo d’ali di falena
Un uccello che ti guarda appollaiato
La lingua che tocca il palato
Il pensiero che chiamiamo Dio
Tu ed io

Penserò al rosso
Ad un codirosso
Al colore dei tramonti
Ai racconti
Alle altalene
Alle amarene
Non a ciò che si ottiene o conviene
Ma a quell’antieroe
Che tiene
Il suo cuore esploso
Allacciato con le vene

Lasciamo che il silenzio
Si intrecci piano
Tra i rami le dita
In mente una scatola assortita di pensieri
La nostra foto ieri
E dei velieri
O i giardinieri che tagliano un giardino perfetto
Caramelle, quelle con la carta rossa, un etto
Il tuo berretto
Il mio braccialetto
Distesi sul copriletto
Ad annusare il cielo terso
Sei disperso
Ed introverso
Emerso
Nel mio universo
A capoverso

Appare e quasi scompare
A fine anno lieve
In aria deserta
Ed è semibreve
Neve

Spaventapasseri del mio cuore
Occhi cerulei e vento d’amore
Danzante nella brughiera
Tra la mattina e la sera
Ti guardo attraverso il becco
Ti lacrimo addosso quando sei secco
Sono il tuo pensare
Il tuo migrare
Sei la mia fune
Luce nelle notti brune
Mentre mi incanto tra mille lune
In ogni tuo gesto
Mi appresto a coprirti con le mie ali
Dormiamo zuppi di sogni cicatriziali

Ti ho cercato al mercato
In un pavimento ghiacciato
In una boccia
Sembravi un pesce che sboccia
Ti ho trovato in un dipinto
A piè sospinto
Tra le nuvole e la terra
Leggero come miracolo
Che dissotterra

Ho immaginato un palazzo in mare
Dove poter ballare
Vestiti da pesci
Io entro e tu esci
Ci sfioriamo le code novelle
Raccogliamo le lacrime in due scodelle
Sono di stupore
Provengono dal cuore
E mentre respiriamo
Attraverso la pelle
Nel cielo brillano
Le stelle
Eh Mio Dio come sono belle
E te lo dico priva di spine
Mentre guardo un cavallo senza crine
Percorro stanze marine
E stravolta dal sale
Non posso far altro che amare
In quel palazzo
Dentro il mare

In cielo dipinto
Sospinto tra battiti di pelle
Idee da scartare come caramelle
Tra quello che avanza
E il profumo della creanza
Vorrei e non vorrei
Potrei e non potrei
Tra il tempo tuo e della farfalla
Di una foglia che balla
Della rana sul fosso
Del cane che seppellisce un osso
Della coda del gatto
Di un uomo distratto alla stazione
Il dolore di un’amputazione
E tu in ogni dove
E fuori quasi piove