Tra i passi incerti di un vagabondo


Come sgraziate farfalle
Miracolo d’ali
Viaggiano per i viali
Foglie autunnali
Ci metto sopra uno stivale
Al tramonto
Saltello
Le conto
Sono pioggia di colori
Riflessi dei nostri cuori
Odore di pioggia
Guardo in alto
Si appoggia
Decisa sul viso
Mi scappa un sorriso
Mi copre piano
Divento formica nera
Si fa sera
Trascino le briciole del mondo
E nella pietà sprofondo
Tra i passi incerti di un vagabondo

Nella pesca degli incanti

Ti pesco tra i sogni 
Tra il sale che dà sapore alla pelle
E la fa brillare di stelle
Nel lento scorrere del treno
Nel vapore che precede l’arcobaleno
Ti cerco in quella foto col sorriso
Nell’idea che ho di paradiso
Tra le parole
In quello che non si vuole
Ma si desidera tremanti
Nella pesca degli incanti
Ti cerco blu maglione
In ogni tua santa ragione
E calze rosse di lana
E vento che alza la sottana
Ti aspetto a luce fioca di candela
Ci soffio
Chiudo gli occhi
La vita si sgela
Tra le mani stringo forte il filo di una ragnatela
Tu una chela
Siamo in un battello
Guardo il cielo
È maledettamente bello
Ti stringo la mano
Suonano il piano
Non so se sia la musica o il vento
Ma ti sento

Biglia in bottiglia

Fa che il mio pensiero sia frutto 
Concentrato di succo
Meraviglia di semi
Barca a remi
Fa che il tuo pensiero sia fiore
E profumi d’amore
Come treno a vapore
E che insieme ricerchino la bellezza
Diventino fortezza
Per difendere questa meraviglia
La gonna che si impiglia
Le tue ciglia
La biglia che hai infilato in una bottiglia
L’odore dei tuoi capelli alla vaniglia
Sei commovente
Figlia

La chiamano Roma, città aperta

A passi lenti 
Attraverso il viale
In pieno giorno
Si sentì tremare
Seguì con cura la linea di demarcazione
In mente una canzone
Non posò gli occhi
Nè in cielo
Nè in terra
Rimase sospesa
A rasoterra
In attesa
Intanto ottobre avanzava
Un bimbo dalla finestra gridava
Si disse che era la vita
Che si affacciava
Intrecciò le dita
Si sentì inesperta
Vestita
O svestita
Poi cadde a terra
Finita la guerra
Pensò ad un’offerta
La chiamano Roma
Città aperta

Trampolieri

Ovunque tu sia 
Tra finestre rosa e verde speranza
In quella piccola stanza
Sotto lenzuola piene di sabbia
Nelle tovaglie che volano in aria
Nelle zampe dei trampolieri
Nei bicchieri
Io ti cercherò senza sosta
Esposta
In forma e gestualità
Con gli occhi sognanti di ritualità
Bere un bicchiere
Mettersi a sedere
Accavallare i pensieri
Ripensare a quelli che eravamo ieri
E poi spalancate le ali
Guardarsi come animali
In bilico su una gamba sola
Senza alcuna parola
Muovendo la testa da entrambi i lati
Danzando abbagliati
Per rimanere in piedi
Tu fenicottero
Io coleottero
Non sei solo
Staccati da terra
Spicchiamo il volo
Non sono sola
In quest’ alba ventosa
Tra le dita dei piedi
Petali di rosa

È un amore alluvionale

Cerca una via 
Tua
Anche mia
Un’uscita un passaggio
Un abbecedario
Qualcosa che non rientri nell’ordinario
Trovati quell’angolo di respiro
Facci un giro
Anche due
Le mie mani sono tue
Piedi
Mi vedi?
La mia anima è custodita
Siamo sospesi
Indifesi
Tra ciò che non è morte e nemmeno vita
Ora apri l’ombrello
Non è pioggia
Ma è il mio cuore che si appoggia
Sul tuo viso
Sul tuo stivale
È un amore alluvionale

La ricerca della tua assenza

Ma quanto sei in alto Paradiso? 
Sei rosso foglie
Giallo che accoglie
Verde camaleonte
Petalo e ponte
Desiderio di leggerezza
Ramo che si spezza
Prato orlato di rugiada
Passi in strada
Bimba che cammina con la cartella
Formica in una tana
Libro con spiaccicata una banana
Non è ricerca vana
Per quanto strana
Nei meccanismi dell’esistenza
La ricerca della tua assenza
Dentro un inciso
Nell’espressione del viso
Nelle ali di un gabbiano stanco
Appari bianco
Per poi riprendere colore
In un fiore
Nel caffè
Giro il cucchiaino
Mi cade un bigodino
Ti spalmo nel pancarrè
Sai che c’è?
È Paradiso tutto quello che parla di Te

Un pugno di sale

Vibra di quell’amore 
Baciato dal sole
Allo specchio
Il mio cuore
Ti cerco da ore
Una mano allungo
Mentre raggomitolo un sogno bislungo
Fatto di foglie che nuotano in una vasca
Della mia mano sulla tua tasca
Di una gonna che ondeggia
E albeggia
Sono bianca
E intiepidita
La finestra si spalanca
Si muovono le tue dita
Ossute
Della mano
Il mio battito strano
Con la gonna ti asciugo il viso
E bacio forte quel tuo splendido sorriso
Tra l’acqua ed il vento
Ti sento
Si appoggia la pioggia
Senza far male
Chiudo gli occhi
Ed è mare
Non ti posso che amare
Mentre stringo forte
Un pugno di sale

Negli occhi delle nostre figlie

Vorrei incontrarti all’aperto 
Dopo un concerto
All’angolo di una strada
Sotto un palazzo giallo paglierino
Dentro le mani di un bambino
Che stringe conchiglie
Negli occhi delle nostre figlie
Al cinema
Meglio muto
Guardarti da un imbuto
E nelle linee perfette
Fare il cielo a fette
E regalartene un pezzetto
Stringerti con affetto
Sotto un tetto
Saperti sognante a letto
E regalarti un biglietto
All’ ombra ti aspetto
Tra le mani
I sogni nel cassetto
Te ne ho incartati un etto