
Amare è un esercizio di precisione:
contare i millimetri che non contano,
le pieghe della pelle che nessuno nota,
le unghie che crescono
senza chiedere permesso al mondo.
Amare è accorgersi del cielo
che si incastra tra le sue scapole
quando si volta.
Un cielo minuscolo,
ma sufficiente a cambiare il tempo.
Amare è ascoltare il sangue:
non il battito,
ma il rumore che fa quando decide
di restare.
Amare è piangere
per l’eccesso,
per la sorpresa,
per la semplice, ostinata evidenza
che nel mondo
c’è qualcuno
che ti sposta il baricentro
con un movimento d’anima
che non sai spiegare.
Silvia Rosa