
Annega
Si imbeve
Aspetta la neve
Si ghiaccia
Di naso
Pagliaccia
Nuota
Carpa o trota
Si svuota
Di sogni
Di ogni
Lo so ti vergogni
Ricordi cotogni
E profumo di cielo
Impasto il mio cuore
Ti amo
Davvero

Annega
Si imbeve
Aspetta la neve
Si ghiaccia
Di naso
Pagliaccia
Nuota
Carpa o trota
Si svuota
Di sogni
Di ogni
Lo so ti vergogni
Ricordi cotogni
E profumo di cielo
Impasto il mio cuore
Ti amo
Davvero

Sono cristalli
Luccichii d’acqua ghiacciata
Che il vento accarezza
Nella brezza del mattino
In questo inverno
Eterno nella sua bellezza
Disarmante di leggerezza
Che pervade
E invade
Lasciando perdere le tracce sulla neve
Il tuo sospiro lieve
Il mio tremare
Ti posso adorare?
Hai la pelle che sembra un alveare ghiacciato
Amami
Non è peccato

Vorrei essere lucertola appesa
Ragazza in attesa
Occhi di bimbo che scarta una sorpresa
O bianca nuvola di latte
Una tazza di caffelatte
Un dito sporco di inchiostro
Capire il rituale del paternostro
E chiudere gli occhi per scoprire il mondo
Colmare il freddo di un vagabondo
Nel miracolo dell’accadere
Le nostre anime intere
È così forte il richiamo
Io mi arrampico
E tu mi tendi la mano
In questo tempo strano
Entrambi lo sapevamo

Nei tuoi occhi segreti
Girano pianeti
Sogni obsoleti
Al cielo tesi
Sorpresi
La dolcezza
Commovente del tuo amore
Il sangue caldo che mi attraversa il cuore
L’urlo della terra al mattino
Sboccia
In un miracolo Divino

Tra gli spazi
In cieli sazi
Si muovono le mie dita
Indosso binocoli per trovare un nido eremita
Ti guardo con il becco
Mi pettino con un insetto stecco
Indosso le ali
Son figlia del vento
Tu di fondi abissali
Ti guardo dal ramo
Ti chiamo
Sei rosso rubino
Sei dolce destino
Inizio a volare
E poi giù in fondo al mare
E lì sei corallo
Oppure cavallo
Di nuovo bambino
Sei sangue che scorre
Incanto e destino

In attesa sul viale
Di foglie un mare
Rosse come le tue labbra carnose
Delicate come petali di rose
Intente a sorreggere parole
Mentre aspetti l’autobus al mattino
Osservi il tuo destino
Liberi i tuoi capelli
E i tuoi pensieri
Appesi come pipistrelli
Iniziano a volare
Sei mistero da accarezzare
Ti bacio sulla guancia
E mi ricordo quando ti muovevi nella pancia
Mi guardi e il tuo odore si impiglia
Il tuo sorriso mi scompiglia
In questo autunno inoltrato
Figlia

Ti ricordi quando correvamo dietro ai gatti randagi?
Immaginando presagi
O quando eravamo zuppi sotto i nubifragi
Con l’ombrellone aperto
Pioggia e mare in concerto
A cielo aperto
Nella danza del mare
A ballare
Tra onde e temporali
Eravamo sospesi
Sorpresi
Nell’ arte di galleggiare
Sopra il mondo
Dentro il mare

Come le capriole di uno scarabocchio
Sei vento di scirocco
Che si infila tra i ricami
Dentro le mani
Nei desideri più lontani
Sono forti richiami alla vita
Le tue gote di frutta candita
Ti guardo infreddolita
Una cornacchia travestita
Mi saluti con le dita
La tavola è imbandita
Tu sei guarita
E stringi forte una castagna abbrustolita
(Rima per la madre di mia madre)

Ai bordi della vita
Una coperta scucita
Negli avanzi
Dei pranzi
Di carta randagia
Il cuore si adagia
Tra una moneta
E tentare la vita in un pianeta
Obsoleta creatura
Che il vento ti accarezzi con cura

Prendi la tazza bollente
Capiente
Soffiaci il vento
A stento
Di passerispaventa
Inventa
Trattieni il fiato
In corteccia
Sciogli la treccia
Lasciati volare
Incisa la pelle
Immaginale gemelle
Due piume
Una fune
In altalena
La vita in tutta la sua scena
A volte
Profuma di verbena