
Tese verso
Attraverso
Braccia
Oppure mani
Rami
In un cielo in attesa
Resto sospesa
Tra te
Il resto del mondo
E la vita di un vagabondo
Guardo il gatto in terrazza
Si affaccia sulla piazza
Il mio cuore si avvolge
Tra foglie e rami
Dimmi che mi ami

Tese verso
Attraverso
Braccia
Oppure mani
Rami
In un cielo in attesa
Resto sospesa
Tra te
Il resto del mondo
E la vita di un vagabondo
Guardo il gatto in terrazza
Si affaccia sulla piazza
Il mio cuore si avvolge
Tra foglie e rami
Dimmi che mi ami

Oggi ho toccato il paradiso
Come hai fatto?
Ho sorriso
Era un sorriso di sangue e di chicchi
Fatto a spicchi
O forse erano piccoli soffi al cuore
Grumi di sangue
E d’amore
Li ho trovati tra le lenzuola
E seppelliti sotto la viola
Hai sofferto?
Quasi come una ferita a cuore aperto
Mi immagino il suo respiro
Ancora vivo
Ma quando svolto la via
Travolta dalla malinconia
Mordo le labbra forte
Per scacciare la sorte
Ha un odore particolare la morte

Aperta e scoperta
Chiusa e disillusa
Preziosa ombrosa
Miracolosa e paludosa
Brillante
Vicina e distante
Appoggiata e sognata
Dimenticata
Illuminata tra calli
Preziosa tra i cristalli
Disorientata
Acerba come un filo d’erba
Vissuta
Spesso ossuta
Leggera
Sospesa
Ci andai e pregai Dio in una chiesa
Non mi rispose
In piazza attesi un traghetto
In abito stretto
Un signore e le sue rose
Mi fece un inchino
Poi annusai il destino
Nella pancia un bambino
La immaginai tutta al femminile
Accarezzandomi la pancia sul pontile

Arancio
Giallo
Polpa di cuore
Fiore
Bottone
Maglione
Gioiello
Anello
Dipinto
Appeso
Orecchino?
Destino
Cappellino
In laguna
Ti tengo stretto
È una fortuna
Sul pontile
Hai le pupille di un vinile
Mi guardi mentre il cielo ingoia stelle
Mi trema la pelle
Vuoi ballare?
Non so nuotare
Sognare?
Mai abbastanza
Sei vestita di organza
E tu odori di speranza
Tocco la buccia
Ci infilo il cucchiaino
Ti asciugo le lacrime di bambino
Sono salate
Agrumate
Le trattengo con le dita
Mi gocciolano sulle guance
Rotonde come arance

Non so in che direzione guardare
Vorrei sognare
Tra il cielo
E la montagna
Nella nebbia che bagna
Nei profili
Nei fili
Nella memoria
Nella danza propiziatoria
Del creato
Mentre afferra
Il divenire
Della Terra

Giù le saracinesche
Ho voglia di fragole fresche
L’intonaco si scioglie
Anime spoglie
Ho le doglie
Per strada volano foglie
C’è un bambino
Si è infilato in un camino
Fa sogni premonitori
Anche di strambi amori
Una ragazza fatta per volare
Con i pesi sotto ai piedi non fa altro che tremare
Glieli ho tolti
Ha fatto sogni capovolti
Ha messo sottosopra terra e cielo
Per paracadute un velo
È volata fin sopra il tuo cuore
Ci ha infilato il becco
Poi l’ha dilatato con uno stecco
Si è infilata dentro con un grido
E ci ha fatto il nido
È nata una bimba che ti somiglia
Ha il cuore in poltiglia
E quando prova a volare
Si piega le ciglia
È una meraviglia

Ragazzo senza peso
Sospeso
Tra cespugli che sorreggono le tue ore incerte
E coperte
Troppe finestre aperte
Farà freddo in quella panchina?
Attendi ancora la fata turchina?
Preferisci la sera o la mattina?
Avresti voglia di un caffè bollente?
In una bella tazza capiente?
Chiudi gli occhi
Per gli allocchi
Tra i rintocchi
Del mondo che ti sta intorno
Mentre finisce il giorno
E attraverso la tua invisibilità
Cerca di ingoiare la pietà
Mentre tu tagli la corda che ti tiene a terra
Con gli occhi bagnati di guerra

Il tuo cuore
Appoggiato sul mare
È liscio e mi fa tremare
Il mio cuore scivola
In acque agitate
Lo sputano le balene
Si incanta di sirene
Il tuo cuore naviga lontano
Il mio batte invano
Attraverso una medusa
È l’ipotenusa
Dei tuoi segreti
Tra pesci e buchi nelle reti
Galleggia fino a riva
Si ferma
Poi il tuo cuore arriva
E di battiti ne ha piena una stiva

Ma sarai
Quello che penso
E sarai stato
Immaginato
Sognato
Al dispendersi dei cieli
Mi vedi?
Andavi lontano
Piano
Balzano
Forse ti amo
Andiamo
Verso luci e schegge
Chi ci sorregge
Regge
Il nostro amore
Il tuo odore
Ho le prove

Sarà vuoto
Ombra
Volare
Paesaggio lunare
Sarà spicchio di cielo che avanza
Bisogno di speranza
Sarà necessità
Umiltà
Verità
Sarà negli avanzi del mondo
che mi fermerò per un secondo
Non guarderò indietro
Nemmeno avanti
Mi ciberò di istanti
Per riempire il divenire
Senza morire
Senza distanza
Non opporrò resistenza
Al cielo che avanza