
Poteva essere piovoso
Ombroso
Profumare di brodo
Giallo
Come uovo sodo
Sarà il più bell’altare
Che si possa immaginare
Sarà te e forse ci sarà Dio
Io lo guarderò da sotto il velo
Loderò il cielo
E l’amore mio

Poteva essere piovoso
Ombroso
Profumare di brodo
Giallo
Come uovo sodo
Sarà il più bell’altare
Che si possa immaginare
Sarà te e forse ci sarà Dio
Io lo guarderò da sotto il velo
Loderò il cielo
E l’amore mio

Lo senti il vento
Sotto la gonna
Lo senti nelle urla dei bambini
Dentro i tombini
Non ha colore
Odore
Forma
Ed età
Eppure scompiglia
Le ciglia
Ti attraversa le ossa
Si indossa
Ci penso e mi sembra il paradiso
Mentre sfiora l’incarnato del tuo viso
Io lo immagino col sorriso

Capelli che toccano il cielo
Uno filo ti lega il braccio
Per strada passa un pagliaccio
Con un sacco e un palloncino
Gli occhi struccati di un bambino
Da quando sei nata
Hai sempre amato i pesci
Oggi esci
Due passi sulla terra
È mattino
Siete tu e un uccellino
La luce filtrata
Le sue ali
Piene di grazia insperata

È così denso di struttura
Architettura
Aorta appesa ad una porta
Ti aspetto
La pioggia riparata dal tetto
Seduta
In una danza muta
Piante rampicanti
Invertono la caduta
Il mio cuore è una fontana che zampilla
Mi scappa di mano come anguilla
Nel ventricolo di questa attesa
E il candore della luna
Un battito di fortuna
Illumina la nottata
Anima appassionata
Senza mutilazione
Mi guardi
Ti aggiusto un bottone

Vorrei sfiorarti in laguna
Pelle di luna
Con una cruna
Unire la nostra pelle
E lacrime a catinelle
Per questo miracolo
Cucito
Che galleggia piano
Dammi la mano
Perché il tuo respiro è il mio
Un cigolio
Ci accompagna con dolcezza
Bellezza

Aspettami in fondo alle scale
Sorridimi
Tra le cicale
Il cielo è pieno di spazio
Il mio cuore
Sazio
Protetto dalle tue mani
Senza strazio
Esplode ai piedi dell’universo
Passa attraverso
Noncurante dell’ignoto
Aperto
Scoperto
Devoto

Sono linee perfette
Che reggono il mondo
Sono linee imperfette quelle sul fondo
Distese su quello che non riesco a spiegare
Sul ciglio tra il vento
In campagna o al mare
Sono grida nel vento
Sentieri gelati
Sono piccoli gesti abbandonati
Sono grano e colline
Tempesta ed oblio
Sono piume che tolgo
Alla ricerca di Dio

Ho attraversato il viale
Immaginato le scale
Ho annusato l’ umidità
Profumava di felicità
Ho appoggiato sui ciottoli le pupille
Saltavano come anguille
Ho immaginato la vita da un balcone
Ho bevuto una pozione
Non ho trovato una ragione
Per credere che quello fosse stato
Il soffio di Dio
Eppure
Sei aria
Amore mio

Da bruco è diventato farfalla
A volte balla
L’ ho trovato appeso
Sospeso
In un luogo dove il tempo si è fermato
Dimenticato
Sembra quasi uno scherzo di Dio
È la metamorfosi
È il cuore
È il mio

In un angolo una donna
Madonna imbevuta di pioggia
Devota ai passanti
Regala istanti
Loro con il passo incerto
E il cuore scoperto
Muschio che diventa tappeto
Occhi che cercano un pineto
Code che nuotano nel torrente
La tua anima aderente
Lentamente attraversa i resti umani
Gli arcani
Zuppi di tempo
A passo lento
Nei bordi delle vie
Tra le cose tue
E le cose mie