Occhi di falena

Il cuore si scioglie,
non si stacca:
diventa acqua.
Un’acqua lenta,
che scivola fuori dal corpo
come una confessione che non ha più voce.
Non cade, non corre:
si allarga.
Prende la forma di ciò che manca,
la forma di ciò che non torna.

Il mondo sotto è un cimitero che respira,
un respiro umido,
che sale dalle pietre come una nebbia che sa tutto.
I fiori di plastica brillano,
non perché sono vivi,
ma perché non possono morire.
Qualcuno cambia l’acqua,
anche se i fiori non bevono,
ma la memoria ha comunque sete.
E l’acqua trabocca,
si mescola alla terra,
diventa un pianto che nessuno rivendica.

La purezza è trasparente.
È una goccia che trema sul bordo,
che non sa se cadere
o restare.
Il cuore la attraversa,
si mescola,
si perde.

Il sangue non scorre più:
si diluisce.
Diventa un rosso pallido,
quasi un ricordo,
quasi un odore.
Il mosto fermenta piano,
come se aspettasse un miracolo che non arriva.

E poi,
sgorga.

E l’osso di un passero trema.
Non sono ali, ma occhi di falena.

Silvia Rosa

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Autore: silviettadeglispiririti

Amo le immagini, mi piace accostarle ai versi e creare delle verbografie❤️

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