
Vortica
Il cuore
In aghi di pino
In fiori
In erba
In un angolino
Confonde la presenza
Santifica l’assenza

Vortica
Il cuore
In aghi di pino
In fiori
In erba
In un angolino
Confonde la presenza
Santifica l’assenza

I petali sono come lacrime di velluto
Le formiche li utilizzano per seppellire il calabrone
Ormai muto
Dal giallo all’arancione
Dormirci sopra senza pensare e poi in un sonno bambino scivolare
Fino ai confini dei pistilli
Tra le foglie
I nostri occhi
Sigilli
Stracolmi di bellezza
Provviste per il tempo e la brezza
E infine una carezza
Cuore e spudoratezza

Aveva letto di persone che avendo letto la liberazione di altre persone si erano sentite libere.
Aveva letto di persone che avendo letto la liberazione di altre persone non si erano sentite libere.
Aveva immaginato cosa potesse mai essere la libertà, non sapendo collocarla in un luogo esatto, l’aveva immaginata in quell’istante sospeso in cui il cuore non batte e poi ricomincia.

Colza senza calza
Piccola ballerina
a piedi nudi
Ruota la gonna
Diventa una donna
In un istante
Giallo brillante

Il fumo saliva sul palco
Sembrava avessero lanciato in aria borotalco
Seduto da solo con il cuore che non riusciva a stare a galla
L’ avrebbe quasi annegato
Poi accadde che sulla spalla
Senza peso
Di fumo a scavalco
Si posò una farfalla

Anima maldestra
Aveva le labbra dolci come pesche
Guardava il mare dalla finestra
I pescatori lanciavano le esche
Sentiva odore di ginestra
Non si soffermava sulle linee rette
Apriva la finestra
Mangiando un limone a fette
Con l’anima maldestra
E poi per farsi amare
Si toglieva piano l’esca
Nuotava libera nel mare
In una giornata di pesca

Non è capitato a Te
È successo a me
Doveva capitare a Me
È accaduto a Te
Che sia ordine, disordine, serenità, inquietudine, salute, malattia, rinuncia, scelta, pace o guerra
La giustizia non è di questa terra
Poi si scioglie il gelo
E La tua pelle sa di stelle
Che cadono dal cielo

Nascosta sotto i rovi
Rivoltata
Senza cuore
Malata
Aveva creduto alla versione dello specchio delle sue brame
E per questo era la più brutta del reame
Si era spenta senza obiezione
Aveva creduto alla sua versione
In lontananza si arrotolava la vigna
È sempre così cattiva la matrigna?

Respira guardando il cielo
Quando ricomincia a vivere si toglie il velo
Non ostenta i suoi desideri
Piange davanti ai film seri
Sceglie con cura le parole
Quando guarda il sole
Quando sente battere il cuore
A volte, vorrebbe indossare la gonna
È indifferente se è uomo o donna

Su un fiore appassito, in un prato fiorito, si posò il suo sguardo.
Avrebbe potuto raccoglierlo e sezionarlo.
Invece lo lasciò libero di sfiorire e si riempì lo sguardo per la potenza
dell’avvenire.