
Scusa la mia umanità
Perdona la mia fragilità
Prega i miei seni
Le mie labbra
La mia pancia
Ama quel che resta in una pozzanghera piovana
È il riflesso della pelle
Perdona
Sii gentile
Ama
Silvia Rosa

Scusa la mia umanità
Perdona la mia fragilità
Prega i miei seni
Le mie labbra
La mia pancia
Ama quel che resta in una pozzanghera piovana
È il riflesso della pelle
Perdona
Sii gentile
Ama
Silvia Rosa

Sotto la pioggia
Mattina
Ombrello al contrario
Pensieri d’azzurro
Densi
Come il burro
Silvia Rosa

Non so cosa sia accaduto
Uno starnuto
Un imbuto
Un angolo muto
Un pensiero denso
Intenso
Non ricordare nulla
Una culla
Le vene che attraversano le mani
Sembrano pesci a filo di mare
Lunghi, guizzanti, strani
Li posso perfino immaginare
Sotto lenzuola di cielo sbiadito
Per sempre
All’ infinito
Silvia Rosa

Se fossi stata leggera
Alata
Meravigliata
Se avessi aperto quel buio
Come le saracinesche
Se avessi smesso di sentire in gola ossi di pesche
Levato dagli ami le esche
Ed invece con i pesi sotto le piante dei piedi
Mentre non mi vedi
Ti sto qui a guardare
E tremo
Quando ti vedo volare
Silvia Rosa

#friuliveneziagiulia 💙
Pozione
Piume
Sassi
Uova
Tazzine sbeccate
Qualcosa di Alice nel paese delle meraviglie
Speranza
Un pizzico di sale
Silvia Rosa

Ubriacarsi di clorofilla
Di una luce che brilla
Se avessi il tempo di inventare il creato
Partirei da un bruco intrizzito
Per immaginare oltre ed altrove
La punta del tuo dito
Un vagito
Un invito
Qualcosa che si è riempito
Oltre lo specchio
Un coniglio impazzito
Quell’ Alice che strabuzza gli occhi
Lo immagina guarito
Si mette il cappello
Apre l’ombrello
Beve dalla tazzina
Si inchina
Poi balla
Non ha più braccia
Sono ali di farfalla
Silvia Rosa

In riva
Sorretta
Infilzata
Zuppa
Di sale bagnata
Granelli di terra che fu
Pagine di un libro
Foto a testa in giù
Il dolore che prova qualsiasi creatura
Una penna
Una tazza sbeccata
Il verde dell’ insalata
Il profumo di una credenza
L’ assenza
Quando gli angeli perdono le ali
Si commuovono
Al cospetto dei mortali



Abito in questo cielo
In un velo
In uno stelo
Nella luce di un lampione
Nel temporale di stagione
Nel salto di un grillo
In uno spillo
Che buca la mia pelle
È sangue
È acqua
Che riempie il terreno
Fino a farlo tracimare
Di petali
Fiori
Che mi fanno tremare
Poi mi specchio in una pozzanghera spenta
Piume di corvo
Cadon dai tetti
Piango temporale
E resti di insetti
Silvia Rosa