Ed io rapace e muta

Siamo onde nel cielo bianche?
Mani di donna stanche?
Carezze sulla pancia
E tramonto di neve
Nella terra lieve
Se io tocco il cielo con un dito
Tu conosci l’infinito
E sei sostanza surreale
In questo cielo siderale
Diventi forma nell’aria che muta
Ed io rapace e muta
Mi liscio le ali
Le nuvole son bracciali
Intorno ai miei arti
E prima di volare
Mi commuove guardarti

Non è peccato

Sono cristalli 
Luccichii d’acqua ghiacciata
Che il vento accarezza
Nella brezza del mattino
In questo inverno
Eterno nella sua bellezza
Disarmante di leggerezza
Che pervade
E invade
Lasciando perdere le tracce sulla neve
Il tuo sospiro lieve
Il mio tremare
Ti posso adorare?
Hai la pelle che sembra un alveare ghiacciato
Amami
Non è peccato

Entrambi lo sapevamo

Vorrei essere lucertola appesa 
Ragazza in attesa
Occhi di bimbo che scarta una sorpresa
O bianca nuvola di latte
Una tazza di caffelatte
Un dito sporco di inchiostro
Capire il rituale del paternostro
E chiudere gli occhi per scoprire il mondo
Colmare il freddo di un vagabondo
Nel miracolo dell’accadere
Le nostre anime intere
È così forte il richiamo
Io mi arrampico
E tu mi tendi la mano
In questo tempo strano
Entrambi lo sapevamo