
La pioggia cade
Infuria il vento
Si annebbiano tutti i pensieri
Di oggi
Di ieri
Del mondo nulla si sente
Se puoi
Cerca la fede
In quel niente

La pioggia cade
Infuria il vento
Si annebbiano tutti i pensieri
Di oggi
Di ieri
Del mondo nulla si sente
Se puoi
Cerca la fede
In quel niente

Un mucchio di gente
Un mucchio di niente
Un mucchio di pioggia
Scorre la roggia
Un dolce affanno
L’inizio di un anno
Un cielo nel cielo turchese
Un fiotto di attese
Sospese nel mondo
È dolce per me sprofondare
Più in fondo
Attesa
Sorpresa
In una finestra
E rima maldestra

Era turchese
In fondo al paese
Un piccolo passaggio
Un dolce atterraggio
Ai piedi del lago
La punta di un ago
Mi punge
E il tuo cuore si unge
Di colori ad olio
Le mie ali sporche di petrolio
Le linee perfette del tuo viso
E il tuo sorriso che sfiora il paradiso
Mi pulisci le piume
Con acqua di fiume
Ti guardo senza fiatare
Ora posso volare

Vita che scorri
Che svolti
Tra capovolti
Angoli della terra
Dove si legge
Si corre
Si fa la guerra
Per una moneta
Sul fondo fondo del pianeta
Per uno sguardo
Che arriva in ritardo
Per quello che vorrei capire
Pregando
Il mio sentire
Nel freddo senza pietà
Con gli occhi bagnati di carità

E sarò scalza
E vento che si alza
Pensiero che rimbalza
Pioggia che batte stonata
Giornata assolata
E undici ragioni per stare in vita
L’esporre al sole una ferita
Tu e il resto del mondo
Il mio sperare così rotondo
E di cielo il regno
Il sangue che ti ho dato per pegno
Dietro una tenda pesante
All’ infinito e in un istante

Siamo onde nel cielo bianche?
Mani di donna stanche?
Carezze sulla pancia
E tramonto di neve
Nella terra lieve
Se io tocco il cielo con un dito
Tu conosci l’infinito
E sei sostanza surreale
In questo cielo siderale
Diventi forma nell’aria che muta
Ed io rapace e muta
Mi liscio le ali
Le nuvole son bracciali
Intorno ai miei arti
E prima di volare
Mi commuove guardarti

Lasciaci qui
Con i piedi ciondolare
Tra l’inverno e il mare
Con le nuvole in testa
Con tutto quello che resta
Tra la sabbia e il ghiaccio
Hotel vuoti e qualche vecchio calcinaccio
Siamo qui in adorazione
Del miracolo della creazione

Annega
Si imbeve
Aspetta la neve
Si ghiaccia
Di naso
Pagliaccia
Nuota
Carpa o trota
Si svuota
Di sogni
Di ogni
Lo so ti vergogni
Ricordi cotogni
E profumo di cielo
Impasto il mio cuore
Ti amo
Davvero

Sono cristalli
Luccichii d’acqua ghiacciata
Che il vento accarezza
Nella brezza del mattino
In questo inverno
Eterno nella sua bellezza
Disarmante di leggerezza
Che pervade
E invade
Lasciando perdere le tracce sulla neve
Il tuo sospiro lieve
Il mio tremare
Ti posso adorare?
Hai la pelle che sembra un alveare ghiacciato
Amami
Non è peccato

Vorrei essere lucertola appesa
Ragazza in attesa
Occhi di bimbo che scarta una sorpresa
O bianca nuvola di latte
Una tazza di caffelatte
Un dito sporco di inchiostro
Capire il rituale del paternostro
E chiudere gli occhi per scoprire il mondo
Colmare il freddo di un vagabondo
Nel miracolo dell’accadere
Le nostre anime intere
È così forte il richiamo
Io mi arrampico
E tu mi tendi la mano
In questo tempo strano
Entrambi lo sapevamo