
Il balcone fiorito
oggi trattiene il respiro.
Non per paura,
ma per quella strana educazione
che hanno le cose quando il freddo
le sorprende a metà di una frase.
I petali, irrigiditi,
non chiedono più nulla:
hanno capito che il gelo
non risponde alle domande,
si limita a brillare
come fanno certe verità
che non abbiamo il coraggio di dire.
La brina li veste
di un bianco che non consola
ma illumina,
come una lampadina fioca
che insiste a restare accesa
anche quando nessuno la guarda.
Li osservo da dietro il vetro,
perché avvicinarsi troppo
è un modo come un altro
per rompere ciò che resiste.
E penso con la solennità ridicola
che hanno i pensieri del mattino
che forse la meraviglia è questo:
un attimo che non salva
ma trattiene,
una mano che non stringe
eppure non se ne va.
Intanto il gelo respira piano,
e i miei pensieri,
più disordinati dei fiori,
si trasformano in piccoli appunti,
post‑it colorati
che il vento, per ragioni sue,
porta via.
Silvia Rosa








