
E fu germoglio
E fu colore
Lista su un foglio
Voglia d’albore
Fu
Privato
Storto
Contorto
Morto
Stravolto
Resuscitato
Insanguinato
Intricato
Spesso accantonato
Ma fu mio
L’incontro con Dio

E fu germoglio
E fu colore
Lista su un foglio
Voglia d’albore
Fu
Privato
Storto
Contorto
Morto
Stravolto
Resuscitato
Insanguinato
Intricato
Spesso accantonato
Ma fu mio
L’incontro con Dio

Scivolo
Di sole al vento
Il cielo a rilento
Si muove attraverso
Di grazia sfioro
Questo punto di universo
In cui si incontrano grillo e filo erboso
Il mio cuore fibroso
Si apre alla bellezza
Resuscita
Accarezza

Finestra di tavole in legno
Appeso senza un disegno
Di chiodi che abbiamo nel palmo
Di fiori che sbocciano al salmo
Di verde dentro ai polmoni
Di edere e forse ragioni
Ti lascio il mio cuore battente
E gli occhi dell’umana gente
E frugo nelle tua mani
Di chiodi e certo ricami
Ti prego con disarmante coraggio
Ti avvolgo alla fine del viaggio
Mi inginocchio per quello che sento
È il tuo muoversi
Che viene da dentro
Non uso il passato remoto
Non fui ma sono devoto
Al battito delle radici
Commosso da quello che dici
E asciugo sudore e lenzuola
L’amore al sole che vola

C’è chi si sofferma sul verde speranza
Chi sull’orticaria sulla panza
C’è chi guarda le foglie
C’è chi ha le voglie
C’è chi guarda il blu violaceo del mirtillo
C’è chi è brillo
C’è chi guarda attraverso il bambino e gli occhi
C’è chi aspetta che qualcuno lo tocchi
C’è chi non si pronuncia
C’è chi rinuncia
Non ha importanza la ricetta
La macedonia verrà comunque perfetta
Come Margherita che sboccia
Come pesce fuori dalla boccia
Con o senza preghiera
Tendenzialmente, ma non è detto, verso sera

Spezza il cielo in un baleno
Questo pazzo arcobaleno

Fu difficile
Allontanare quella preghiera
Lo fece dentro di sé
Percorrendo a ritroso la strada verso quella chiesa
In un momento di totale bellezza
Anche se non lo capì
Gli regalò la salvezza
Non disse nulla
Ma in un attimo solo
Fece un salto dal molo
Immersa in acqua
Si tolse il velo
Diventò pesce
E volò in cielo

Sei uovo
Follicolo in piuma
Nel cielo
Forse sei luna
Sei stella di bimbo
E latte che cola
Sei labbra distratte
In un sogno che vola

Prendiamo una barca
Mettiamoci sopra un bocciolo
Con gli occhi lucidi
Tentiamo il volo
Attraverso piume e fogliame
Petali e squame
E il nostro ossame
Che illumina il mondo
E le nostre vene
Legate nel profondo
Il nostro sangue è linfa fiorita
Sospesi
Nel mare della vita

Come vento che sposta i dettagli
Più scabrosi
Come ombre sui moli
Non siamo fatti per stare soli
Ma per voli
A rasoterra
Ala che atterra
Dio che ti afferra
Ti guardo sconvolta
Nel dopoguerra
Amami così
Con gli occhi neri
Oggi più di ieri
Ed io ti guarderò
Con un occhio aperto
E l’ altro di Venere socchiuso
Amore mio
Ti annuso

Nei ritagli di spazio
Sotto la porta
Negli spifferi della tua aorta
Nel profilo gentile di una carezza
Nella brezza
Intensa e commovente
A cercare dove si è infilato Dio
Ci siamo
Tu
Ed io
E siamo interi
Dopo la tempesta
Siamo tutto ciò che resta