Dalla finestra




Da bambina
Si sarebbe potuta distendere sotto un pino
Con un filo di erba avrebbe spinto i grilli dentro il loro buchino
Avrebbe immaginato i loro percorsi
E i suoi rimorsi
Avrebbe guardato il cielo con una foglia arrotolata
E, forse, si sarebbe innamorata.
E mentre, pensava a tutte queste cose, fiorivano, sul balcone, le rose.


Pelle

Prendiamo il rosso 
Il bianco
Mescoliamo
Pensiamo alla pelle
E a quella che ricopre le stelle.
Ha una sua memoria
Una sua storia
Non porta con sé nessun ragionamento
Si fa scuotere dal vento
Non porta con sé nessuna colpa
Scelta alcuna
E poi quando diventa bianca si specchia sulla luna

Primo appuntamento

Piccolo scorcio di mondo 
A finestre aperte
Rotondo
Tu cavaliere
Io spettro e candeliere
A profumar di tulipani
Di melograno a grani
Il vuoto che colmi ogni secondo
La tua visione del mondo
Fatta di gesti pagani
Di sangue raccolto con le mani
Di vento e ombrelli aperti
Di concerti
Di voglia di vivere
E di ridere
Sulla tua gonna
Mentre i capelli
Ti volano nel vento
E tu già mi ami al nostro primo appuntamento

Nei Magredi

Il gelo ha fermato le nostre orme 
Mentre ci specchiavamo in una pozzanghera ghiacciata
Tra briciole di pane
Immaginando la mutazione dei girini in rane
È capitato a te di vedermi con le gote rigate di rugiada
È capitato a me di stringerti la mano lungo la strada
E stormi di uccelli impazziti beccare i nostri cuori puliti
Ma io sono ciò che vedi
E ti tocco i capelli
Mentre il bianco
Ci acceca
Nei Magredi

Sono dentro di te

Un po’ dolce un po’ salato 
È l’odore del tuo respiro
Sulla mia pelle stregato
Uovo albume e tuorlo giallo
La densità dei tuoi piedi al ballo
Muro bianco che rincuora
Sempre ed ora
La tua mano che si addormenta piano
Opporsi è vano
Ti chiudo dentro di me
Fuori è già sera
Sono dentro di te
Feritoia
Gioia
Il male ingoia
Per far uscire dalle labbra farfalle
Candide creature
Bianche
Ti coprono le spalle
Il tuo corpo è bianco
Animo d’arciera
Dolce ed esile
Mi protegge dalla bufera
E profuma di primavera