
Sul muro, un telefono tace,
la voce del tempo gira ancora nel disco,
come un treno che non ha smesso di partire.
Tra i vetri e le bottiglie,
la città respira in silenzio,
ogni numero è una storia,
ogni filo una vena che ricorda.
Il mondo passa,
ma qualcuno resta
a rispondere al suono che non arriva,
a tenere viva la soglia tra ieri e adesso.
E forse Dio,
in questa cabina di memoria,
ha la forma di chi ascolta
senza dire nulla.
Silvia Rosa