
Mattina
Spina
Pina
Passa per la galleria
Sola
Invisibile compagnia
In ogni pezzo di legno
C’è un disegno
In fondo alla Valcellina
Lacrime
Di brina
Sospese
Di lago
In attese

Mattina
Spina
Pina
Passa per la galleria
Sola
Invisibile compagnia
In ogni pezzo di legno
C’è un disegno
In fondo alla Valcellina
Lacrime
Di brina
Sospese
Di lago
In attese

Ti ho scritto con la piuma di un cornacchia
Senza macchia
Ho collezionato tutte le parole
Salate come lacrime d’ amore
Le ho spedite a tarda sera
Dopo la bufera
C’ era l ‘odore del mandarino
Il colore del vino
Piangere per il profumo di un pino
Un bracciale di rosmarino
Le ho lasciate volare nel vento
E il lume si è spento
In fondo alla via
Come sigillo una pietra
Anima mia

Aveva letto di persone che avendo letto la liberazione di altre persone si erano sentite libere.
Aveva letto di persone che avendo letto la liberazione di altre persone non si erano sentite libere.
Aveva immaginato cosa potesse mai essere la libertà, non sapendo collocarla in un luogo esatto, l’aveva immaginata in quell’istante sospeso in cui il cuore non batte e poi ricomincia.
Silvia Rosa
Pregami
Ora
Adesso
Prima
In rima
In cima
Dentro il cielo
Mentre piangi sotto il velo
Pregami con le mani in terra
Nel ventre
Nel seno
E i tuoi occhi arcobaleno

Zuppa di bellezza
Intonsa
Intensa
Densa
Piovuta dal cielo
In terra
Sotto il cielo
Silvia Rosa


Donna
Vergine
Madonna
Madre disperata
Piena di grazia
Immacolata
Rivolgiti al sangue
E forse a Dio
Spiegagli il senso
Amore mio
Creatura
Tra binari e terra
Con le gote infuocate
Arse
Bagnate
Trattieni il grembo con la mano
Tra rotaie e pensieri
Di oggi
Di ieri
Non credi di essere alla sua altezza
Mentre tra le labbra
Scorre
Una lacrima
Che bellezza
Silvia Rosa

Cosa siamo?
Germogli al sole
Vento e parole
Corpi deposti in anime erranti
Vivi
Risorti
Vicini
Distanti
Ombra riflessa e marmo ammuffito
E in fondo lontano
Un vagito
Silvia Rosa

Luccichii nel becco
Un difetto
Quel passaggio stretto
Un gatto sul tetto
Con occhi di bottone
Una stupida ragione
Per toccarti la pelle
Sono ancora appese le stelle
Cento, mille anguille
Appese con le spille
Sono scintille
Tutte pupille

In fondo al ventre
Nell’ ombelico
Piano si volta
Forse un lombrico
Bruco da seta
Favola gialla
Mano che soffia
Una farfalla
Veloce il treno sulle rotaie
Soffia terreno
Senza alcun freno
Bimbo sul seno
Vola la vita
Come sei fatta
Nera formica ?
Silvia Rosa

Ho sentito uscire il respiro
Venti grammi di capogiro
Morte da benedire
Era vita in divenire
Era sangue forse di donna
Erano occhi di una Madonna
Che conserva
Ferocia di vita
Che si sveglia un poco intontita
Con le ali a rasoterra
Con pupille nell’entroterra
Con la pelle che brucia nel vento
Ed il cuore come il cemento
Tra un vagito
Che odora di terra
Lo sguardo immobile
Dentro la guerra
Silvia Rosa