È divino

Ogni tanto ci credo 
Ogni tanto lo nego
Saltello sul destino
Gli faccio un inchino
Ne immagino forma e colore
Sapore
Mi sembra profumi di frutta acerba
Di fili d’erba
Di quiete in un’isola sperduta
Di una stanza muta
E corre nel vento
Con ali spalancate
Lo tengo nel taschino
E quando smette di girare il mulino
Non mi resta che arrendermi
Davanti al sorriso di un bambino
È divino




Piedi senza calzini

Lo senti questo formicolio?
È tuo ma anche mio
Sono spettri fatti di puntini
Sono mani di bambini
Piedi senza calzini
Sono tremule emozioni
Intense ragioni
Sono fiori sospesi in terrazza
Una farfalla che svolazza
Lo stupore e il suo odore
Il battito del cuore
Tra le vie
Le nostre anatomie
Fatte di pelle al sole
Dio sotto le suole
Passi lenti
E ricordi commoventi
Fallimenti
Noi
Esenti
Dalla terra
La tua mano mi afferra
È finita la guerra