
Preghiera laica n.38










A volte
A volte mi capita
di ascoltare ciò che tace.
Non è silenzio:
è un fruscio che arriva da lontano,
come una conchiglia che non ha mai visto il mare
e tuttavia insiste a ricordarlo.
Ci sono giorni
in cui tutto sembra fatto per essere restituito:
gesti, promesse, perfino la malinconia.
Un vuoto a rendere dell’anima,
che consegno al banco della notte
sperando che qualcuno lo timbri
e mi dica che va bene così.
I pensieri fanno il loro mestiere:
si piegano, si spezzano,
si allungano come ombre al tramonto.
Non chiedono nulla,
solo di essere guardati
mentre tentano di non cadere.
E i dettagli
quelli struggenti,
quelli che nessuno nota
si mettono in fila
come bambini timidi.
Uno ha la voce di un ricordo,
uno la luce di un gesto mancato,
uno la fragilità di ciò che non torna.
Li attraverso tutti,
senza nominarli.
Sono loro a scegliere me,
ogni volta.
Silvia Rosa
