Preghiera laica n.100



Non avevo in mente cento preghiere.
Avevo in mente una resistenza.
Un piccolo gesto quotidiano contro il rumore, contro la fretta, contro tutto ciò che ci rende distratti dalla vita.
Eppure una cosa la sapevo.
Sapevo che se fossi arrivata fino in fondo, mi sarei fermata alla cento.
Me lo sono detta alla prima.
Quando la strada era ancora vuota e la centesima era così lontana da sembrare quasi impossibile.
Non alla novantanove. Non alla centouno.
Alla cento.
Perché la immaginavo già così: una parola bianca sul nero, una porta che si chiude lentamente, senza rumore.
Poi sono diventate due, dieci, cinquanta.
E senza accorgermene sono arrivata qui.
Alla numero cento.
Non è una decisione presa oggi.
È una promessa mantenuta.
In queste cento pagine non ho cercato verità. Ho cercato persone.
Quelle che passavano in silenzio e lasciavano un pensiero. Quelle che tornavano. Quelle che leggevano senza dire nulla ma c’erano.
Forse una preghiera laica è proprio questo:
fermarsi un momento insieme, senza dover credere alla stessa cosa, ma credendo per un istante nella stessa umanità.
Oggi chiudo questa piccola porta.
La chiudo con gratitudine.
Per le parole che mi avete affidato. Per il tempo. Per la gentilezza.
E anche per tutte le volte in cui, mentre pensavo di scrivere per voi, eravate voi a salvare qualcosa di me.
Questa è la centesima.
L’ultima.
E in fondo, a pensarci bene,
lo era da sempre.

Silvia Rosa
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Autore: silviettadeglispiririti

Amo le immagini, mi piace accostarle ai versi e creare delle verbografie❤️

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