Preghiera laica n.22🖤Guccini, nel punto esatto in cui manca


La notizia è arrivata
come arrivano le cose che non dovrebbero mai arrivare:
senza rumore,
senza fretta,
senza alcuna intenzione di essere capite.
“È morto Guccini.”
La frase non ha pianto.
Ha fatto qualcosa di peggio:
ha tolto un millimetro di aria
a ogni stanza del mondo.
Il resto ha continuato a funzionare.
Un uomo ha comprato il giornale
senza sapere che stava sfogliando un giorno diverso.
Una bambina ha perso un elastico per capelli
e non immaginerà mai
che quel minuscolo oggetto
ha condiviso il suo destino
con una voce che ha attraversato decenni.
La morte non ha preso la sua voce.
Ha preso solo il corpo,
come si prende una lampada
che non serve più per illuminare.
La voce, invece,
si è infilata dove non la cerchi:
nel modo in cui guardi un amico
quando non sai come dirgli che ti manca,
nel gesto di chi versa il vino
come se stesse chiedendo scusa,
nel silenzio che precede le verità difficili.
Laici come siamo,
non abbiamo paradisi da offrirgli.
Possiamo solo riconoscere
che alcune presenze
non finiscono:
si dissolvono
in una forma più vasta.
E allora la commozione arriva tardi,
quando pensavi di averla scampata.
Arriva mentre lavi un piatto,
mentre chiudi una porta,
mentre ti accorgi
che oggi il mondo pesa un grammo in più
e non sai dove è stato aggiunto.
Se muore Guccini,
non muore lui.
Muore la parte di noi
che credeva che certe voci
fossero eterne.
E allora tocca a noi,
con le nostre mani imperfette,
con le parole che tremano,
con la paura di non essere all’altezza.
Tocca a noi
tenere accesa la lampada
che lui ha lasciato sul tavolo.
Silvia Rosa
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Autore: silviettadeglispiririti

Amo le immagini, mi piace accostarle ai versi e creare delle verbografie❤️

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