
Il sangue mi sale alla gola,
non per ferita ma per richiamo:
è il cuore che batte come un tamburo antico,
che chiama a raccolta le vene,
che vuole la tua pelle contro la mia
come una radice vuole la terra.
Il cuore è un animale antico,
batte contro le costole
come se volesse liberarsi,
come se sapesse che solo nella tua pelle
trova la sua tana.
Un grillo canta da qualche parte,
minuscolo custode del buio,
e il suo suono è una cucitura:
tiene insieme ciò che trema,
lega ciò che rischia di cadere.
E dentro il ventre della notte
crescono feti di possibilità,
forme non nate del nostro amore,
gocce di futuro che pulsano
come semi pronti a spaccare la terra.
Siamo questo:
sangue che chiama sangue,
cuore che cerca cuore,
legami che si stringono
come mani sporche di vita,
come creature minuscole
che non hanno ancora imparato a volare
ma già sanno dove andare.
Silvia Rosa