Fissano in diamanti venature Luccicano giunture Profumano di erba intrizzita Di scorci di gelo e bacca candita Ed occhi che son gente Del cuore che sente Lo strepitio del tuo odore Un sapore Il battito del cuore Aperto su un prato Il ghiaccio siderale Che avvolge il creato In un’ attesa incerta Una merla impettita Fuori da una chiesa A beccare vita
Nello spiraglio Che circonda rosso rubino Pensiero Mattino Colma e vuota la terra Elemosina Sepolta per terra Braccia che spaventano i passerotti Sangue Rintocchi Il vento stringe lontano Sguardo di Madonna profano Palpebre bagnate Ossa consumate Lucenti al sole Vita Mentre il mondo fa le capriole
Non so in che direzione guardare Vorrei sognare Tra il cielo E la montagna Nella nebbia che bagna Nei profili Nei fili Nella memoria Nella danza propiziatoria Del creato Mentre afferra Il divenire Della Terra
Ragazzo senza peso Sospeso Tra cespugli che sorreggono le tue ore incerte E coperte Troppe finestre aperte Farà freddo su quella panchina? Attendi ancora la fata turchina? Preferisci la sera o la mattina? Avresti voglia di un caffè bollente? In una bella tazza capiente? Chiudi gli occhi Per gli allocchi Tra i rintocchi Del mondo che ti sta intorno Mentre finisce il giorno E attraverso la tua invisibilità Cerca di ingoiare la pietà Mentre tu tagli la corda che ti tiene a terra Con gli occhi bagnati di guerra
Giù le saracinesche Ho voglia di fragole fresche L’intonaco si scioglie Anime spoglie Ho le doglie Per strada volano foglie C’è un bambino Si è infilato in un camino Fa sogni premonitori Anche di strambi amori Una ragazza fatta per volare Con i pesi sotto ai piedi non fa altro che tremare Glieli ho tolti Ha fatto sogni capovolti Ha messo sottosopra terra e cielo Per paracadute un velo È volata fin sopra il tuo cuore Ci ha infilato il becco Poi l’ha dilatato con uno stecco Si è infilata dentro con un grido E ci ha fatto il nido È nata una bimba che ti somiglia Ha il cuore in poltiglia E quando prova a volare Si piega le ciglia È una meraviglia
Ma sarai Quello che penso E sarai stato Immaginato Sognato Al dispendersi dei cieli Mi vedi? Andavi lontano Piano Balzano Forse ti amo Andiamo Verso luci e schegge Chi ci sorregge Regge Il nostro amore Il tuo odore Ho le prove
Corpi riposti Di zucche luccicanti Grumosi Forse aranci In questo autunno che colora Sei petalo d’ aurora Ossigeno tra i pensieri Dorati Interi Sei sorriso che risplende Foglia che si appende Ai colori di te Se possibile Segnati in un libro Ciò che amo di te
Apriti cielo E finestra Destami dal torpore Riempi di colore Ogni mia gesto Nè troppo tardi Nè troppo presto Se tu sei balcone Io acquazzone Di quelli al mare Che se guardi la sabbia la vedi brillare A grumi Rotondi gli albumi Strette le mani in battello Il mare che diventa acquerello Una bimba raccoglie sogni in un secchiello Tu ed io Galleggiamo Ci abbracciamo Sento tutto il tuo cuore Rosso sapore Sei vapore che mi scalda la pelle Una pioggia di fiammelle Mentre un bambino mangia frittelle Ti stringo la mano E aspetto le stelle
Guarda quanto è celeste La neve che veste la cima? Il cielo in collina Turchese e azzurro Burro Come i tuoi fianchi Bianchi Come il tuo abito da saltimbanco Ho immaginato ogni angolo del tuo candore Oggi ti regalo un fiore Lo metterò nel taschino E ti starò vicino Mi prenderai la mano? La stringerò e non sarà invano Hai mai visto uno sguardo senza vita? La dipartita? Sto guardando i tuoi occhi Sembra che la vita trabocchi Mi piacciono i tuoi scarabocchi Io sono roccia Tu boccia Con pesce o senza? Non ha importanza, ho una lenza Per pescare? Per far abboccare le parole Di questo immacolato amore Per i tuoi seni Per il Dio dell’astronomia Per “Lascia che sia” Per tutta la tua fantasia Allora sopravviverò E guarderemo il mondo Dietro un oblò Oibò? Non ci avrei mai sperato Avrai mica pregato? No, ho assaggiato la neve Era fredda ma lieve Era turchina Non sono una fata Mai detto Te ne sono grata Non sono immacolata Sei una madonna che culla un bambino Sei qui vicino Ti tocco E respiri forte Non temo le tue budella contorte Mi hai commosso Posso? È meraviglioso quello che indosso Sembri un pettirosso Sfido l’inverno Amami Si In eterno
Lago che scompari e riappari Tra il mattino che ti accarezza di nebbia E il cielo che albeggia Trattengo la tua acqua in una mano Mentre si sveglia il paese Tu discese Io senza difese Tu cannocchiali Io bracciali Noi mortali Tu angelo dipinto Io maglione stinto Chiudo occhi e valigia Una nuvola grigia Un vecchio cigno addormentato La lingua che tocca il palato Cos’è stato? Il rumore di una foglia La potenza di una doglia Che si apre nel terreno L’odore rasserenante del fieno Mentre tremi Vecchi remi Riemergono dal tuo fondo Sono le nostre ali Zuppe di mondo