In un vicolo di Andreis(La luce di Federico)

In un vicolo di Andreis
il sole fa il suo mestiere antico:
illumina tutto con la stessa cura,
anche ciò che non ha chiesto attenzione.

Le pietre, fedeli al loro ruolo,
non commentano.
Hanno visto abbastanza
da sapere che ogni storia
si ripete con piccole variazioni.

Una donna prega.
Forse per fede,
forse per tenere occupato il silenzio.
Il rosario scorre
come un inventario di speranze minime.

Io passo.
Non ho un compito preciso,
solo quello di guardare
senza pretendere di capire.

Da qualche parte
nell’aria che sa di legna,
o nella memoria del paese
si sente ancora un verso di Federico.

Non recitato,
non celebrato,
solo vissuto:
come una frase che inciampa
e proprio per questo dice la verità.

Il sole continua.
La donna finisce.
Il vicolo rimane nella sua tranquilla ostinazione.

E tuttavia
in questa luce che non fa domande,
qualcosa si apre,
come una finestra lasciata socchiusa per sbaglio.

Forse è un verso di Tavan
che risale da dove dorme,
un po’ più in giù,
nel cimitero che guarda il paese
con la pazienza delle cose che non hanno fretta.

Non arriva per cambiare nulla,
né per spiegare.
Si limita a brillare un istante,
come fanno certe parole
quando trovano finalmente
il posto giusto dove posarsi.

Silvia Rosa

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Autore: silviettadeglispiririti

Amo le immagini, mi piace accostarle ai versi e creare delle verbografie❤️

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