
Oggi le donne ricevono fiori.
Li osservano con la stessa cautela
con cui si guarda un animale selvatico:
bello, sì, ma imprevedibile.
Potrebbe mordere.
Nelle case, i vasi si riempiono.
Nessuno nota che l’acqua
è sempre la stessa di ieri,
e che anche i fiori più vivaci
si piegano senza fare rumore.
Oggi si parla di diritti.
Parola pesante,
che rotola male sul tavolo
tra le tazze del mattino
e le chiavi dimenticate.
Qualcuna annuisce,
come si annuisce davanti al meteo:
pioggia, sole,
promesse di miglioramento.
Vedremo.
Eppure
in un gesto minimo,
nel modo in cui una donna
si sistema i capelli
prima di uscire,
c’è una luce che non chiede permesso.
Una luce che non celebra nulla
e non aspetta nulla.
Semplicemente insiste.
Come fanno le cose vive.
Come fanno le cose vere.
Silvia Rosa