
Sul prato che nessuno pettina
l’albero sta, come chi ha già visto tutto
e non ha più fretta di convincere nessuno.
Le sue radici parlano sottovoce
con ciò che resta del giorno,
mentre le foglie fanno finta
di non sapere nulla del vento.
La donna uccellino arriva così,
senza annuncio né preludio,
con il cuore che si apre
non in rovina, ma in fuga:
una costellazione di battiti
che cercano un varco.
Nel vischio
ostinato, appiccicoso,
più dubbio che promessa
le spuntano un becco timido,
ali che non ricordano ancora
come si fa a essere ali.
L’albero la guarda senza giudizio.
Il prato trattiene il fiato.
Forse volerà.
Forse resterà qui,
a imparare la pazienza delle cose ferme.
Forse altrove è solo un nome
che di tanto in tanto ci chiama.
E noi, da sotto,
non possiamo che ascoltare.
Silvia Rosa