Istruzioni per un fiore che non ha letto le istruzioni

Un fiore giallo è comparso stamattina
tra le crepe del marciapiede,
come se avesse sbagliato indirizzo
e invece no.
Non sa nulla di botanica,
non conosce il nome che gli abbiamo dato,
né il latino che lo inchioda
in un catalogo ordinato per petali.

È giallo.
Di quel giallo che non chiede permesso,
che non consulta il meteo,
che non legge i giornali.

Somiglia a una moneta antica
caduta dalla tasca distratta del sole.
Ma non compra niente,
non paga il suo posto nel mondo.

Oppure è un piccolo faro
per formiche indecise,
che indica una direzione
senza sapere cosa sia una direzione.

Io lo guardo
e lui, con la sua faccia rotonda,
sembra dire:
“Non è straordinario
che proprio qui,
tra un chewing gum fossilizzato
e un mozzicone ormai storico,
si possa ancora tentare?”

La sua radice insiste nel buio
con la testardaggine di un pensiero
che non vuole diventare teoria.

Forse è questo che mi somiglia:
anch’io, a volte,
mi apro senza garanzia,
mi espongo all’aria
come se il mondo fosse
leggermente migliore
di quanto risulti dalle statistiche.

Il fiore non riflette.
Eppure riflette la luce.

Io rifletto molto.
E non sempre illumino.

Così restiamo
lui, prova minuscola di possibilità,
io, prova ingombrante di dubbio
nello stesso mattino,
divisi da tutto,
uniti da questo ostinato,
incomprensibile
giallo.

Silvia Rosa

Avatar di Sconosciuto

Autore: silviettadeglispiririti

Amo le immagini, mi piace accostarle ai versi e creare delle verbografie❤️

Lascia un commento