
Sul lato non stampato qualcuno ha scritto: “Per favore, un po’ di tregua.”
Niente destinatario. Niente firma. Solo questa richiesta che sembra avere fretta e pudore insieme.
Forse era per Te, o per chiunque avesse un attimo libero tra un respiro e l’altro.
La carta è sottile, quasi trasparente. Si vede in controluce un elenco di cose comprate: pane, latte, una speranza piccola (non quantificata).
La frase, invece, non si vede in controluce. Resta lì, come se sapesse che le preghiere funzionano meglio quando non pretendono di brillare.
L’ho rimessa nel portafoglio. Non per fede, ma per abitudine a conservare ciò che non capisco.
E oggi, inspiegabilmente, la tregua è arrivata. Piccola, ma sufficiente a non farmi cadere.
Silvia Rosa