Il coleottero

Le particelle di Dio
non fanno domande:
si limitano a cadere
dove devono.
Lei si guarda allo specchio
e non vede più niente.
Forse la sua immagine
ha capito prima di lei
che è finita.
Le lacrime non sanno di nulla.
O forse sanno di more mature.
Difficile dirlo
quando si perde qualcosa
senza rumore.
Allora fa l’inventario:
ciò che resta,
ciò che manca,
ciò che non ha mai avuto nome,
ciò che non tornerà,
ciò che non serve più a nessuno.
E solo allora si accorge
di avere in tasca un coleottero:
duro, minuscolo,
ostinato nel suo essere vivo.
Dev’essersi infilato lì
mentre lei non guardava.
Lo osserva un momento,
come si guarda ciò che non chiede nulla.
Poi lo lascia stare.
In fondo, pensa,
qualcuno deve pur continuare
a muoversi.
Ed è in quel movimento
che allo specchio appare una bimba.
Tiene una mano in tasca,
senza esitazione.
Quando la apre,
non mostra un altro coleottero,
ma la sua corazza vuota,
perfettamente combaciante.
E sorride
non a lei,
ma a ciò che manca.

Silvia Rosa

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Autore: silviettadeglispiririti

Amo le immagini, mi piace accostarle ai versi e creare delle verbografie❤️

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