Perle di rugiada


La rugiada arriva sempre prima di noi.
Si posa sull’erba come una resa educata,
un modo discreto di dire: non ho vinto,
ma sono ancora qui.
Le lacrime fanno lo stesso,
solo che bruciano un po’ di più
e non brillano così volentieri
alla luce del mattino.
I bambini invece collezionano il mondo
come se non dovesse mai finire:
sassolini che non parlano,
foglioline che non chiedono nulla,
biglietti di treni mai presi,
fazzoletti con un sole disegnato male,
disegni che non somigliano a niente
e proprio per questo somigliano a tutto.
Io guardo queste raccolte provvisorie
come si guarda un museo senza pareti:
ogni oggetto è un tentativo di trattenere
ciò che scivola via comunque,
come la rugiada quando il giorno insiste.
E poi, quasi senza volerlo,
qualcosa cambia:
un chiarore timido si posa sulle cose,
non cancella la tristezza,
non la consola nemmeno,
ma le fa spazio.
E in quello spazio minuscolo
il respiro torna,
più ostinato del dolore,
più vivo di quanto ricordassi.
Per questo indosso una collana di rugiada.
Per continuare a farli sorridere.

Silvia Rosa
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Autore: silviettadeglispiririti

Amo le immagini, mi piace accostarle ai versi e creare delle verbografie❤️

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