Nel bosco, inventario provvisorio

Pioggia:
una contabilità di gocce, tutte uguali e tutte in sciopero.
Ghiaccio:
la sua firma trasparente sulle foglie,
un archivio di freddo che non chiede conferme.
Muschio:
verde che non pretende applausi,
tappeto che cresce senza testimoni.
Il bosco oggi è una balena.
Non per grandezza,
ma per quel modo di trattenere il respiro
come se il mondo fosse troppo rumoroso.
La schiena è un tronco scuro,
le pinne sono rami che non hanno mai visto il mare,
e il ventre, oh, il ventre,
è una caverna dove il silenzio si siede a riposare.
Inventario interno della balena-bosco:
tre nidi vuoti
un’ impronta che non vuole spiegazioni
sette spine di luce filtrata
un segreto che nessuno ha ancora chiesto
E poi lei.
La bambina che era, la donna che è.
Tiene i cannocchiali come si tiene un dubbio:
stretti, ma non troppo.
Cerca qualcosa tra i rami,
forse un ricordo che non ha più il suo nome,
forse la prova che il mondo fuori
non è solo un rumore che bussa.
Il bosco la guarda tornare.
La balena la riconosce.
Il muschio, diplomatico,
le offre un posto dove poggiare il pensiero.
Fuori, il mondo continua.
Qui dentro, invece,
si prende nota di tutto ciò che non si vede.

Silvia Rosa

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Autore: silviettadeglispiririti

Amo le immagini, mi piace accostarle ai versi e creare delle verbografie❤️

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