Cuore mio


Cuore mio,
tu che non sei più organo
ma costellazione
tu che ti apri
come una porta segreta
che il cielo aveva costruito per errore
e poi lasciato lì,
senza istruzioni,
ascolta questo tremito antico
che insiste da millenni
come una notifica cosmica
che nessuno ha mai saputo disattivare.
Ti vedo sbocciare
non in un petto
troppo semplice
ma in una galassia che respira piano,
in quel punto dove il tempo
si inginocchia
e lascia cadere la sua clessidra
perché ha capito, finalmente,
che non serve a niente
misurare ciò che non vuole farsi misurare.
Sbocci
come sboccia la luce
quando decide di avere un corpo
scelta discutibile,
ma apprezziamo lo sforzo
e attraversi il buio
con la stessa pazienza
di chi cerca le chiavi
nella tasca sbagliata.
E allora tutto si muove:
le pietre ricordano il loro nome
e lo pronunciano con un accento improbabile,
gli alberi parlano in sogno
di tasse, radici e altre questioni burocratiche,
le acque si sollevano
solo per vedere se la scena
merita davvero.
Cuore mio,
fiore cosmico,
tu che spalanchi il silenzio
e lo fai diventare canto
non sempre intonato,
ma chi siamo noi per giudicare
tu che apri spiragli
dove nessuno aveva previsto porte,
tu che del fragile
fai una forza che vibra
come un lampadario durante un temporale.
Continua a sbocciare così,
oltre la pelle,
oltre il pensiero,
oltre ciò che la lingua
riesce a trattenere
senza scoppiare a ridere.
Perché quando sbocci
il mondo si ricrea
con l’aria un po’ sorpresa
di chi si ritrova vivo
per puro caso.
E io con lui,
ogni volta nuova,
ogni volta nata
dalla tua luce ostinata,
che insiste,
che ritorna,
che non si arrende
come una buona idea
che nessuno riesce a ignorare.

Silvia Rosa
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Autore: silviettadeglispiririti

Amo le immagini, mi piace accostarle ai versi e creare delle verbografie❤️

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