Le botteghe che non insistono

Nelle botteghe dimenticate
gli oggetti non fanno tragedie.
Hanno capito da tempo
che il mondo non ruota attorno a loro
e neppure attorno a noi
e si regolano di conseguenza.
Un cucchiaio che ha perso la sua minestra preferita,
una chiave che non trova più la porta
non è detto che la porta la stia cercando,
un bottone che si è arreso all’evidenza
che certi vestiti non vogliono essere chiusi.
Sono la lista dell’amore
quando l’amore smette di fare rumore.
Geppetto entra con l’aria di chi sa
che il legno non giudica.
Sceglie un pezzo qualunque,
perché la vita, a volte,
si costruisce con ciò che resta sul banco.
La Fata Turchina lo segue,
non troppo luminosa
la luce forte mette in imbarazzo
e si limita a essere lì,
che è già un miracolo discreto.
Fuori, il mondo va al contrario.
Le persone tornano indietro
per controllare se hanno davvero detto ciò che hanno detto,
gli orologi si confondono
tra il prima e il dopo
Perfino il vento cambia idea a metà strada
e non se ne scusa.
Eppure, nelle botteghe,
la luce entra come può,
senza pretese di gloria.
Si posa sugli oggetti
come su vecchi amici
che non hanno nulla da dimostrare.
Forse l’amore è questo:
una lista incompleta
che non chiede conferme,
che si lascia riscrivere
da chi passa per caso,
mentre il mondo, ostinato,
continua a capovolgersi
e noi,
continuiamo a restare in piedi.

Silvia Rosa

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Autore: silviettadeglispiririti

Amo le immagini, mi piace accostarle ai versi e creare delle verbografie❤️

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