
Con le mani leggere
che piegano la carta
fino a farne cuori
così semplici
da sembrare miracoli
mi guardano.
Occhi infiniti,
e oltre,
come se sapessero già
che il mondo è più grande
di qualsiasi parola
io possa offrire.
Sono cresciuti in cinque anni
di passi piccoli e decisi,
di liste impercettibili
che solo loro sanno leggere,
di penne che colorano l’aria
come se l’aria fosse un quaderno
e il cielo un margine da riempire.
Le loro voci
strillanti,
impercettibili,
sovrapposte come onde
disegnano profili meravigliosi,
aperti,
vivi,
in ascolto del possibile.
Hanno creato miracoli
includendo,
non giudicando,
aiutando chi inciampava
senza chiedere nulla in cambio.
E non esiste valutazione migliore
della meraviglia:
mani che fanno,
piedi che giocano,
occhi limpidi e intelligenti
che ti leggono dentro
senza ferire.
Insegnare loro la libertà
è la loro salvezza,
ma anche la mia.
Per questo li ringrazierò per sempre:
per i capolavori involontari,
per le risate che spostano l’aria,
per i silenzi che insegnano più dei libri,
perché sono,
da sempre,
figli d’anima
di chiunque abbia il coraggio
di imparare da loro.
Silvia Rosa