
Non ho nulla in contrario alle scelte sensate. Anzi, le ammiro: tornare a casa, rimettere in ordine la vita, ricordarsi di avere un cognome condiviso. Tutte attività lodevoli, che richiedono una certa costanza.
Io, nel frattempo, ho aggiornato l’inventario. Alla voce “visite inattese” ho aggiunto un asterisco: eventualità remota, non fare affidamento. È bello essere precisi quando si tratta di miracoli.
Il telefono, poi, si comporta da impiegato modello: non sbaglia un’assenza, non registra un ritardo. Se ci fosse un premio per la puntualità del silenzio, lo vincerebbe ogni giorno.
Altrove, naturalmente, si apparecchia per due. Le posate brillano come se sapessero qualcosa che a me sfugge. Devono essere molto intelligenti, le posate ufficiali.
Quanto a me, mi è rimasto un lusso: quello di non dover fingere che tutto questo sia sorprendente. Le seconde scelte hanno almeno un vantaggio: non devono mai chiedere come va a finire.