Inventario provvisorio di una donna

Inventario provvisorio di una donna

Fa un elenco, la donna.
Ne compila molti.
Li infila nei cassetti come calze spaiate.
Uno dice: non abbastanza.
Un altro: troppo.
Un terzo non dice niente,
ma pesa come una porta chiusa dall’interno.
Annota le frasi ricevute in omaggio,
quelle che non si possono cambiare
nemmeno al banco reclami della storia.
Le mette in fila:
“Sii gentile”,
“Sii piccola”,
“Sii grata”.
Poi aggiunge, in matita:
“Sii paziente”.
La matita serve per cancellare,
prima o poi.
Registra anche le assenze:
stipendi più leggeri,
voci interrotte,
spazi ristretti come scarpe sbagliate.
E le presenze indesiderate:
mani non richieste,
giudizi in saldo,
consigli che nessuno ha domandato.
A margine, però, aggiunge una nota:
farò tutto sola.
Non per orgoglio,
ma perché quando ha avuto bisogno
le sedie attorno al tavolo
si sono svuotate in silenzio.
L’hanno lasciata lì,
con la domanda ancora in mano.
Eppure
sempre nel margine accadono le rivoluzioni minime
disegna una freccia.
Punta avanti.
Non verso un altrove eroico,
solo un domani un po’ più largo.
E mentre chiude l’ennesimo inventario,
sorride di traverso:
sa che gli elenchi servono
non per ricordare ciò che manca,
ma per misurare la strada
che,
continua a camminare.

Silvia Rosa

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Autore: silviettadeglispiririti

Amo le immagini, mi piace accostarle ai versi e creare delle verbografie❤️

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