Brilla

Brilla

A Venezia l’acqua non riflette:
interpreta.
Prende il cielo, lo stropiccia un poco,
e lo posa tra i pali delle gondole
come un fazzoletto dimenticato.
Le calli sono vene sottili
che pulsano di passi antichi,
e ogni ponte è un sopracciglio alzato
su un pensiero che non si dice.
Qui anche il silenzio ha un’eco,
e l’eco ha memoria.
I gabbiani parlano in volo,
le barche rispondono con un mugugno,
e il vento, quando passa,
fa finta di non conoscere nessuno
ma si ferma sempre un attimo
davanti alle finestre aperte
a spiare la vita degli altri.
A Venezia il tempo non scorre:
si arrende.
Si siede su un gradino umido,
si toglie le scarpe,
e guarda l’acqua che insiste
a essere acqua
nonostante tutto.
E tu, camminando,
ti scopri più leggera,
come se ogni pietra consumata
ti dicesse piano
che non c’è niente da possedere,
solo da attraversare.
Venezia non ti chiede di capirla.
Ti chiede di restare un momento
nel suo modo fragile di esistere,
dove ogni cosa è sul punto di svanire
e proprio per questo
brilla.

Silvia Rosa

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Autore: silviettadeglispiririti

Amo le immagini, mi piace accostarle ai versi e creare delle verbografie❤️

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